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Tutto influenza tutto

Tutto influenza tutto è un progetto che si poneva l'obiettivo di essere un passo concreto e manifestazione di una chiara volontà di cambiamento, partendo dalla consapevolezza che la prima causa del surriscaldamento dell'atmosfera sia l'eccessiva emissione di gas serra nell'aria e che per fermare o anche solo rallentare questo processo siano necessario cambiare le abitudini e gli stili di vita delle comunità e avviare una riconversione delle attività di produzione e di consumo verso forme più indipendenti dai combustibili fossili e dalle mode consumistiche. Il progetto si prefiggeva l'obiettivo di rendere consapevole la cittadinanza del fatto che le attività umane stanno influendo sull'ambiente in modo pericoloso e di indurre a comportamenti virtuosi che portino alla riduzione dei consumi di energia fossile e al una conversione verso uno sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale, culturale, sociale ed economico, verso ''un'interazione consapevole fra uomo e ambiente'' che non mortifichi la natura e allo stesso tempo permetta una vita sociale ed economica dignitosa per l'uomo.

Nel contesto del territorio del Guilcier e del Barigadu, da millenni e ancora oggi fortemente legato alle attività agro-zootecniche, ha proposto, attraverso laboratori teorico-pratici, modelli alternativi al petrolio secondo i principi della permacultura, un sistema di progettazione del territorio che integra armoniosamente l'uomo con l'ambiente e i suoi elementi (abitazione, alimentazione, risorse naturali, relazioni umane).

Il progetto si è articolato in 3 fasi (Organizzazione - Sperimentazione - Condivisione e Comunicazione). La prima fase, quella dedicata all'Organizzazione, ha previsto tre azioni:

  1. la promozione dell'iniziativa e il coinvolgimento della popolazione invitata a partecipare attraverso un incontro per ogni Comune aderente al progetto
  2. la scelta di un'area sperimentale da destinare alla sperimentazione pratica di quanto insegnato attraverso i ''Laboratori del fare sostenibile'', oggetto della seconda fase
  3. l'individuazione di un'azienda in linea con i principi della permacultura, da visitare al termine della seconda fase.

La seconda fase è quella della Sperimentazione e comprende 3 azioni. La prima azione prevede l'avvio di laboratori teorico-pratici, per semplicità organizzativa suddivisi in 13 sub-azioni.

I ''Laboratori, del fare sostenibile'' propongono una dimensione culturale, economico/produttiva, ambientale e sociale/educativa e erano rivolti a scuole, famiglie, giovani agricoltori, ingegneri, geometri, agronomi, elettricisti, idraulici, amministratori e anziani, custodi di saperi. Si è iniziato con un'introduzione ai principi della permacultura, della sostenibilità e della transizione; si affronteranno poi i temi della sostenibilità economica (gestione aziendale sostenibile), della progettazione delle coltivazioni arboree (risorse di frutta, cibo, legna e materiali da lavoro), della coltivazione dell'orto in sinergia con l'allevamento degli animali, delle erbe selvatiche commestibili e della produzione domestica di saponi; si è passato infine ai temi della sostenibilità energetica ed edilizia, con laboratori di autocostruzione con le balle di paglia e di realizzazione di intonaco con calce e terra cruda; si è concluso scoprendo modelli di società sostenibile e metodologie per la risoluzione dei conflitti.

Attraverso i ''Laboratori del fare sostenibile'' si è stimolata in modo creativo, efficace e coinvolgente la popolazione ad assumere comportamenti virtuosi e a svincolarsi dalla dipendenza dai combustibili fossili e dal consumismo. Seconda azione della seconda fase è stat quella di produrre un documentario (in itinere) sui laboratori, mentre la terza e ultima azione della seconda fase si è svolta con la visita ad un'azienda agro-zootecnica che si ispira e fa propri i principi della permacultura, l'utilizzo sostenibile della terra. L'ultima fase è quella della Condivisione e della Comunicazione. Essa si articola in due azioni, volte entrambe allo scambio di saperi e di esperienza:

  1. il coinvolgimento di tutta la popolazione in un'attività di Cineforum, nelle piazze dei Comuni del territorio che aderiranno all'iniziativa verranno proiettati film e documentari sui temi della sostenibilità, della permacultura e della transizione
  2. un incontro con aziende sarde virtuose che hanno saputo coniugare sostenibilità ambientale, economica e sociale.